“…c’è qualcosa da dire in merito a guardare questi due piccioncini tenere a bada i loro mostri interiori. E ‘maledettamente divertente finché dura…”, scrive MANOHLA Dargis per The New York Times:

Le teste saltano come tappi di champagne in “The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 2″, il capitolo finale della serie da megamilioni di dollari sull’amore la guerra e l’immortalità del franchise. E perché no? Anche con il sontuoso bagno di sangue che spalma questo film di rosso film e fa saltare teste, questi sono tempi gioiosi per Bella (Kristen Stewart), che è risorta, con una nuova immagine e gelidamente immortale, dopo aver lasciato una nuova aggiunta alla famiglia Cullen, i veri e propri vampiri vegani che fanno spuntini con le creature del bosco, invece che con gli esseri umani. Dopo che Bella era quasi morta durante la gravidanza nell’ultimo film, il marito immortale, Edward (Robert Pattinson), l’ha salvata mordendola, così che finalmente na ha fatto una vampira.
Ora, con la neonata Renesmee , sono in tre. Interpretata da quelli che appaiono come bambini modificati digitalmente e una ragazza vera in carne e ossa (Mackenzie Foy), Renesmee è il centro nominale del film finale e la sua ragione d’essere. Metà umana, metà vampira, e concepito mentre Bella respirava ancora, Renesmee si rivela un immediato problema . Non solo è inquietante come il Brad Pitt bambino nel “Il curioso caso di Benjamin Button”, lei cresce velocemente come una pianta di fagioli magica e, peggio ancora, ha attirato l’attenzione dei Volturi, un clan di vampiri in Italia potenti come il Papa. Guidati da Aro (un favoloso, fiammeggiante Michael Sheen), i Volturi sono arrivati a credere che Renesmeesia un “bambino immortale” i cui enti da latte portano grande calamità.
La decisione di spremere due film generosamente imbottiti (questo corre a gonfie per 115 minuti) oltre il volume conclusivo dei quattro libri di Stephenie Meyer non ha senso per la storia, se non che ha servito la lucrativa linea di fondo degli studios. (Il primo film ha incassato più di $ 700 milioni a livello internazionale, e la serie ha raggiunto i $ 2 miliardi.) Il regista Bill Condon, tuttavia, che ha portato spirito, bellezza e reale regia alla Parte 1, insieme ad enormi incassi, ha ben coltivato la arte dello “stallo” per la parte 2. Lavorando su una sceneggiatura di Melissa Rosenberg, che ha adattato tutti i libri di “Twilight”, Condon non ha molto con cui giocare qui, ma lo fa e, a volte meglio, in gran parte trasformando le sue telecamere in surrogati per i fan adoranti .
Dal primo estremo primo piano di Bella che apre gli occhi sbattendo le lunghe ciglia scure piumate, il signor Condon rende questo “Twilight” un’intensa esperienza tattile e intima, prendendo spunto dall’Età d’Oro di Hollywood – i primi piani di Bella ed Edward ricordano quelli di Elizabeth Taylor e Montgomery Clift in ” Un posto al sole” .
Bagna le sue star di una luce brillante che dà ai loro volti pallidi una lucentezza di lussuoso alabastro . Questo è un film che avrebbe dovuto essere girato in 3-D, se non altro per permettere ai fan di accarezzare l’aria. L’affascinante signorina Stewart, chioma fluente e mascella squadrata, sembra finalmente la stella che è diventata nel corso della serie.Ahimè, si comporta anche un po’ da morta. A quanto pare diventare un vampiro ti priva del potere di far passare un’emozione in modo convincente e, mentre Bella appare graziosa, o per lo meno sorprendente acconciata, è anche più o meno rigida. Mr. Pattinson, invece, è raramente apparso più rilassato, e il suo personaggio non è mai sembrato più, beh, umano. Hai un sacco di tempo per guardare i loro volti, esaminare i loro micro-movimenti, il taglio dei loro abiti, l’arricciatura dei loro capelli – e anche oziosamente a chiederti cosa stesse succedendo tra i due favoriti dei tabloid durante la produzione – perché, al di là di una battuta di caccia e di un veloce spuntino all’aperto, non succede molto durante la fase iniziale, tratto narrativo stiracchiato.
Guardando i Cullen posare e sorridere nelle loro dimore moderniste, riuniti intorno al pianoforte con gelido languore aristocratico, diventa progressivamente noioso. Ma, proprio come la scena di Jacob (Taylor Lautner), ragazzo copertina preferito del franchise, in cui passeggia nella storia con i capezzoli visibilmente eretti, questo album di famiglia ha uno scopo ben chiaro. Diventa subito evidente che la parte 2 è in primo luogo un esteso inchino finale – in parte per la vittoria, in parte per l’addio. Prolungare l’inevitabile dà ai fan la possibilità di soffermarsi in un mondo che è diventato un cult appassionatamente amato, completo di proprie conventions, siti web (e all’inverso, santuari di odio, dedicato al disgusto della serie) e tomi accademici (“Interdisciplinary Approaches to Twilight: Studies in Fiction, Media and a Contemporary Cultural Experience”). Si tratta di un fandom che ha ancora una volta dimostrato l’ulteriore forza del pubblico cinematografico femminile .
Nonostante l’avvio lento, Mr. Condon chiude la serie, in fine, senza intoppi. Egli dà ai fan tutti bei fiori, capelli acconciati e baci da sogno vagamente erotici che meritano. Proprio come scuote elegantemente la serie con un’ inaspettata, feroce e divertente battaglia che trova i Cullen, affiancati dai loro amici e alleati lupi e da vampiri vari, contro i Volturi. Situato su un campo nevoso, questo vortice di contrastanti zanne e pellicce che volano scuote Bella all’azione. Condon inserisce anche nel film una energia tonificante che raramente i film della Saga hanno sostenuto a partire da Twilight, in cui Catherine Hardwicke, regista disordinata, ma vivace, aveva ntrodotto Bella e Edward. Si scopre che c’è qualcosa da dire in merito a guardare questi due piccioncini tenere a bada i loro mostri interiori. E ‘maledettamente divertente finché dura.
Fonte – traduzione @fearlessmore